
5 APRILE – 31 AGOSTO 2025
CENTRO CULTURALE A. BAFILE
Rio Terà 4 – Caorle (Ve)
ORARI
Dal 5 al 30 aprile: 10:00 – 13:00 e 14:00 – 17:00
Dal 1 al 31 maggio: 10:00 – 13:00 e 15:00 – 18:00
Dal 1 giugno al 31 agosto: 10:00 – 13:00 e 19:00 – 22:00
La biglietteria chiude 30 minuti prima dell’orario di chiusura indicato
BIGLIETTI D’INGRESSO
Intero: 10,00 €
Ridotto: 5,00 € (over 65, insegnanti, gruppi di minimo 10 persone, studenti universitari)
Residenti: 6,00 €
Gratuito: under 18, portatori di handicap e loro accompagnatori, giornalisti con regolare tesserino
LA MOSTRA
L’esposizione presenterà al pubblico un excursus di oltre 60 opere (tra cui opere ad olio, tecniche miste, incisioni, manifesti e sculture) che vogliono indagare i concetti di fantasia, magia, mistero e inconscio in uno percorso che, partendo dalla psicoanalisi di Sigmund Freud, racconterà l’istinto primordiale di una sperimentazione artistica che trova il più grande alleato di tutti i tempi: il pensiero.
Tra gli artisti in mostra Salvador Dalì, Max Ernst, Leonor Fini, Maurice Henry, Max Herold, Wilfredo Lam, André Masson, Roberto Sebastian Matta, Joan Mirò, Graham Vivian Sutherland, Roland Topor e una stretta selezione di artisti italiani come Francesco Clemente, Fabrizio Clerici, Enzo Cucchi, Antonio Del Donno, Sante Monachesi, Colombotto Rosso, Luigi Zuccheri che permettono di tracciare una linea di congiunzione che, dal 1924, arriva fino ai giorni nostri con le opere di Giacomo Barboni, Gianni Mantovani, Naby ed Elena Prosdocimo.
“The infinite madness of dreams” non si vuole porre come esposizione di sviluppo storico, ma più spiccatamente tematico e concettuale virando l’indagine culturale ad un mondo spirituale che ci riporti all’infanzia, alla magia e al mondo, spesso ipnotico, dei sogni. L’esposizione presenterà un’intera sezione dedicata a Salvador Dalì oltre che ad un focus su Max Ernst e Wilfredo Lam con il contributo, tra gli altri, di alcune opere di Giuseppe Sciolli, braccio destro di Gio Ponti e indiscusso protagonista del gusto Déco dal 1927 al 1939.
Il velo dell’inconscio venne sollevato per la prima volta con la pubblicazione de “L’Interpretazione dei sogni” di Sigmund Freud, grazie alla quale i pensieri inconsci vennero trasformati in immagini simboliche sviluppando altresì il metodo dell’associazione libera, in cui il paziente era chiamato ad esplorare le connessioni personali tra gli elementi del sogno e la propria vita psichica. L’importanza di questa pubblicazione risiede nella sua rivoluzione del modo in cui comprendiamo la mente umana, aprendo nuove prospettive sul rapporto tra arte, coscienza e inconscio. Tutto ciò portò l’uomo moderno ad esplorare nuove possibilità espressive e artistiche ricche di significato, trovando terreno fertile per le sperimentazioni artistiche più audaci che caratterizzeranno il panorama creativo soprattutto nella prima metà del ‘900. Il Surrealismo, in primis, portò la ragione ad essere tacciata di essere null’altro se non un avido controllore a guardia dei confini tra reale e irrazionale: ora il culto del bello perseguito dall’arte non interessa più. Questo movimento artistico, che oltre a Freud e al Simbolismo trovò come padre ispiratore anche Giorgio de Chirico e la sua Metafisica, ebbe una tale forza dirompente da superare i limiti del proprio tempo influenzando attivamente la nascita non solamente del Gruppo SurFanta di Torino, ma anche su quel gruppo di artisti che fecero dell’Esistenzialismo una vera e propria professione di fede.